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Alternativa a Clean Master per Android: Pulizia Telefono

 

Una alternativa a Clean Master per Android è qualcosa che nel mondo della telefonia cellulare può rendersi veramente necessario; l’app per la pulizia e il potenziamento dei telefoni cellulari infatti, soffre di un vizio che la rende veramente difficile da digerire per una parte degli utilizzatori, compreso me: la troppa, invasiva pubblicità.

Un’alternativa a Clean Master per Android

Siamo ai limiti dello spam: anche se potente e ben dotata, l’app Clean Master è stata progettata per essere un supporto dalle offerte promozionali, più variegate e spesso fastidiose, invadendo praticamente ogni schermata del nostro smartphone.

Una valida alternativa a Clean Master per Android la trovate nell’app Pulizia Telefono. Questa app, al costo di 99 centesimi di euro su Google Play, è assolutamente priva di pubblicità e svolge egregiamente la maggior parte delle funzioni essenziali di Clean Master.

Funzionalità dell’Alternativa a Clean Master – Pulizia Telefono

L’applicazione offre le funzioni di:

  • ottimizzazione della memoria
  • pulizia dei file inutili
  • ottimizzazione della velocità dei giochi
  • pulizia della cronologia di ricerca e dei registri di chiamata e sms
  • gestione delle applicazioni installate o pre-installate!

Questa app, che si installa subito ed in maniera pulita senza pubblicità sul cellulare, permette di liberare la memoria dello smartphone e di migliorare le prestazioni del telefono, aumentando la velocità fino all’80% !

I problemi che risolve l’alternativa a Clean Master: “Pulizia Telefono”

Questa app offre vantaggi notevoli, risolvendo problemi come la lentezza o il blocco dello smartphone, la batteria che dura poco, la CPU del telefono che si surriscalda. In queste funzionalità l’app Pulizia Telefono, sviluppata da un’azienda californiana, offre una valida alternativa a Clean Master, evitando di infastidirci con tonnellate di pubblicità, cosa per cui Clean Master è notoriamente fastidioso.

Per scaricare l’app sul vostro telefono (costo: 0,99 euro) potete utilizzare il seguente collegamento:
Pulizia Telefonohttp://bit.ly/Pulizia-Telefono

Di seguito una galleria di immagini tratta dalla pagina dell’applicazione su Google Play:

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Introduzione al mio Libro “Propaganda”

L’opera che ho scritto parte da un’idea di fondo: che gli odierni mezzi di comunicazione di massa, dietro un’etica pubblica ed una deontologia apparentemente accettabili, nascondano interessi eterogenei per la persuasione e la manipolazione dei loro pubblici di riferimento. Dopo un inquadramento storico dei principali mass-media, il libro analizza gli stessi come parte della società in cui operano. Vengono poi affrontate tematiche come: l’incidenza della proprietà dei media sulla loro trasparenza nei confronti del pubblico, le teorie della comunicazione di massa, la manipolazione insita nei contenuti.
Nel testo passo in rassegna, inoltre, gli assunti di alcuni teorici della comunicazione che hanno lasciato il segno nel criticare i meccanismi mediatici nelle democrazie occidentali: il linguista americano Noam Chomsky, e gli studiosi della cosidetta Scuola di Francoforte, soffermandosi per questi ultimi sul concetto di industria culturale. Esempio lampante di manipolazione di massa è la propaganda nazista, che affronto senza facili moralismi nella parte finale del libro.
Nel momento in cui scrivo, l’Italia è pervasa dalla paura e dall’insicurezza, derivanti da una stagnazione economica dopo anni di forte crisi, da massiccia immigrazione che mette in dubbio i valori antropologici del nostro popolo e contribuisce a ridefinirli, da una presenza nella Unione Europea vista come soffocante e stagnante, e non in ultimo da un forte timore derivante dal terrorismo globale. In questo clima non felicissimo parlare di problemi causati dai mass-media, dalla TV, può sembrare fuorviante, persino assurdo. Ma la necessità di ragionare, di capire, di conoscere non è mai fuori posto. Comprendere se e come i massmedia influenzino oltre il voluto e il dovuto la nostra vita, se l’informazione non sia un semplice riportare i fatti ma creare visioni del mondo, che determinano poi l’agire dei popoli, non è solo una mia scelta, ma un  dovere-diritto di ogni cittadino che si ritiene libero.

In questo volume è mia intenzione fornire spunti di riflessione sul ruolo attivo e passivo dei mass-media nel propagandare visioni del mondo unzionali agli interessi dei poteri forti. Cercherò di avvalermi in questo di qualsiasi spunto utile che provenga dalla letteratura sui mass-media, soprattutto dalle teorie utili a considerare il ruolo della comunicazione di massa e i meccanismi con cui si formano notizie, manufatti dell’industria culturale, audiovisivi, dibattiti politici. Prezioso in questo prospetto di lavoro l’impegno civile e scientifico di autori come ad esempio il linguista Noam Chomsky, da sempre attento demistificatore della manipolazione dei mass media.

IntroduzioneAlLibroPropaganda

Sono stato uno studioso, direttamente, della comunicazione dei mass-media, presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università La Sapienza. Una formazione abbondante, quella universitaria, di dinamiche di produzione dei contenuti e delle forme della comunicazione di massa. Inoltre il percorso storico fornito dagli studi all’Ateneo mi ha permesso di collocare i mezzi di comunicazione di massa come realtà storicamente e socioeconomicamente ben determinate, con delle istanze di creazione dei contenuti che non possono prescindere dal momento della decisione di cosa e come pubblicare come, assolutamente decisivo nel ‘propagandare’ una visione del mondo che il fruitore di contenuti massmediatici fa sua, e che può contrastare solamente con una esperienza diretta delle realtà trattate sullo schermo della TV o da un redazionale su un quotidiano.

Il termine che da il titolo al volume è propaganda: «azione che tende a influire sull’opinione pubblica, orientando verso determinati comportamenti collettivi, e l’insieme dei mezzi con cui viene svolta.»

Secondo gli studi accettati, i mass media hanno effettivamente il potere di influenzare la percezione della realtà delle persone, creano opinioni e visioni del mondo. Secondo la mia personale opinione, questo viene abilmente e spregiudicatamente sfruttato dai proprietari dei mezzi di comunicazione per manipolare le masse dei fruitori in direzione dell’universo di valori voluti dalle elites che guidano le società. Attraverso la comunicazione, che sia un semplice dialogo o una trasmissione in diretta di un evento in TV, gli uomini propongono visioni, informazioni e commenti di fatti che sono suscettibili di apportare prestigio, comprensione e appoggio per determinati individui e gruppi di individui.

Come il faraone egiziano aveva nella classe sociale degli scribi un appoggio per il suo potere, così modernamente editori e i loro alleati delle elites hanno un forte appoggio ai loro interessi da parte di giornalisti e professionisti della comunicazione. “Secondo il pensiero della Scuola di Francoforte, importante realtà storica per gli studi sulla comunicazione di massa, il concetto di manipolazione costituisce un concetto centrale nell’analisi marxista della cultura di massa, secondo la quale i mass media sono, appunto, mezzi di manipolazione. Chi infatti possiede o controlla i mezzi della produzione materiale, possiede e controlla allo stesso tempo i mezzi della produzione intellettuale e influenza le idee di coloro che con essi è possibile raggiungere.” (Franco Lever – Pier Cesare Rivoltella – Adriano Zanacchi (edd.), La comunicazione. Dizionario di scienze e tecniche).

Testo di riferimento per strutturare questo volume è l’opera fondamentale di De Fleur Ball-Rokeach, Teorie delle comunicazioni di massa. Il testo ripercorre storie e teorie che riguardano l mass-media. Il mio modo di vedere personale pone l’accento sull’aspetto persuasivo e di ricerca del  consenso per lo status quo, una ricerca incessante che svolgono quotidianamente i mezzi di comunicazione di massa. TV, giornali, siti di informazione sono gli strumenti che il potere egemone utilizza per mantenere un’opinione pubblica favorevole ai suoi propri progetti politici, economici, culturali.

La mia visione non è marxista in quanto io sia comunista in politica. Secondo me chiunque può notare lo stato dei fatti, non per questo si deve sposare totalmente il progetto politico e la visione del mondo degli ideologi comunisti. Sicuramente l’inquadramento teorico marxista fornisce un utile strumento per accorgersi in modo lucido e consapevole di come coloro che detengono il controllo della società, abbiano bisogno di fornire un’interpretazione del mondo e dei fatti congeniale ai loro interessi egemoni.

Nel libro cerco di analizzare questi argomenti e fornire un’opinione motivata di come i nostri giornali, i nostri canali televisivi e tutti i mezzi di comunicazione rivolti alla massa del pubblico, siano ben determinati ad offrire un’immagine della realtà che fornisca consenso agli interessi dei poteri egemoni sulla società in cui viviamo.


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L’introduzione del mio Libro “La Società Cattiva”

Libro “La Società Cattiva” – Sinossi

“In questo volume l’autore analizza le varie componenti per le quali si può parlare della società cattiva, un sistema sociale, di relazioni di fatto che creano disagio, sofferenze, tanto nel mondo del lavoro come in quello famigliare, alle donne oppure ai bambini. Dall’invidia alla pedofilia, tanta parte della nostra società dimostra cattiveria.

Il problema non è solo giudirico, di principio: Roberto Di Molfetta pensa alle sofferenze che una società insieme cattiva, indifferente, che insegue il consumo e non i rapporti umani come centralità, sofferenze che sono il problema eterno dell’uomo, che teme i suoi simili come un trauma o una malattia. Il libro si chiude nella speranza del pensiero positivo nei confronti della vita, perché rimiamo umani, sempre umani, al di là di chiunque”.

Introduzione del Libro

La-Società-Cattiva-Libro

“Difficile per me introdurre questo volume, che vuole essere dichiaratamente polemico con questa nostra società. Introduco il discorso parlando subito di una domanda: perché la società è cattiva? Credo sia cattiva perché la società di oggi, per come l’ho osservata in questi 40 anni, non permetta all’individuo che di essere parte di un potente ingranaggio conformista.

La produzione e la riproduzione del cittadino contento e felice del suo lavoro, della sua famiglia, l’idea che abbiamo in mente, viene quotidianamente distrutta dalle sofferenze di noi tutti: come cittadini che votano fidandosi dei propri politici, come uomini che amano la propria compagna, come individui che cercano nel prossimo comprensione, umanità, anche solo rispetto.

In questo libro vorrei affrontare tutte queste cose, cercando di trasformare il mio fiume di parole interiore in un discorso unico, coerente, riflessivo. In questi ultimi 17 anni, ho riflettuto molto sulla durezza intrinseca di questa nostra macchina sociale. Non tutti notano questa asprezza, questa freddezza implicita nei rapporti sociali. Il mio ritratto psicologico parla di una personalità introversa, empatica, sicuramente difficile ad adattarsi semplicemente ai meccanismi sociali, spesso così freddi e asettici per cui si può parlare di fisiologia sociale.

Come in un corpo umano, le parti componenti questo nostro sistema agiscono per il benessere collettivo ma senza preoccuparsi del benessere delle singole cellule. Pensate ad esempio al pronto soccorso di un ospedale: chi si preoccupa dei pazienti come individui, come persone che hanno disagio? Esistono dei protocolli, delle procedure formalizzate, ma chi si occupa se le persone stiano bene, non siano sole, non si sentano abbandonate su una barella magari da ore?

Poi magari passano i giornalisti e scoppia il caso, ma, intanto le persone stavano soffrendo, la società cattiva le stava colpendo, ne stava percuotendo ferocemente la dignità, i diritti, il benessere psicofisico. Credo che abbiamo bisogno più che mai non di pensare solo al Prodotto Interno Lordo, in questa società, ma piuttosto di una coscienza critica delle sofferenze che un sistema sta imponendo, al di là delle ideologie.

Spesso, fermandomi a riflettere, penso a quanta sofferenza debbano sopportare gli animali, gli altri esseri viventi, per la mancanza di rispetto degli esseri umani. Macelli, sevizie, combattimenti, corride, maltrattamenti, quanta sofferenza per i nostri amici animali, che l’uomo neanche calcola spesso: non ci sentiamo in colpa per i milioni di animali che soffrono terribilmente per questa macchina terribile chiamata società.

Allo stesso tempo, pensate a quante colpe abbia una società che non tutela i lavoratori sul luogo di lavoro, li fa lavorare in nero, ne abbatte i diritti a colpi di ricatti impliciti ed espliciti. Quante prepotenze del potere, come nel caso Cucchi. Ci pensate mai, che è quasi una lotteria non subire i meccanismi sociali, come fossimo in una novella di Franz Kafka? Che siamo vivi perché ancora un errore, una colpa dei nostri simili non ci ha ancora raggiunto?

In questo volume voglio affrontare cattiverie, indifferenze, colpe che possono uccidere.”

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