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Essere Forti mentalmente: Come diventare forti mentalmente con i giusti atteggiamenti nell’affrontare la vita

Orientare il proprio pensiero nei confronti della vita vuol dire non essere impreparati di fronte alle difficoltà. La vita può essere una cosa meravigliosa, ma anche noiosa e terribilmente tragica, al punto che alcuni preferiscono andarsene in anticipo. Non farsi trovare impreparati, dalle piccole avversità del quotidiano alle grandi tragedie esistenziale, è un modo per essere positivi anche di fronte alle grandi sfide, e quindi essere sempre pronti a risalire dagli abissi, a non arrendersi mai, a non lasciarsi mai andare allo sconforto e soprattutto alla disperazione senza via di uscita.

Spesso nel Web si leggono frasi come “sorridi e la vita sorriderà a te”. Non basta un sorriso di circostanza, bisogna avere l’atteggiamento non solo esterno ma anche interiore, cambiare mentalità se non si pensa nel modo giusto. Altrimenti è inutile, avremo solo una maschera per gli altri e il cuore a pezzi. Bisogna essere positivi dentro, e avere la mente e la vita preparata al cambiamento, agli ostacoli, a tutto.

Nella mia quattordicesima opera ho scritto molto di mio, ma mi sono affidato anche a molti scritti di esperti di psicologia. L’insieme di quello che pubblico ha insieme l’originalità delle mie idee e le mie esperienze, con le riflessioni, l’esperienza di esperti anche di alto livello. Il tutto vuole essere un modo approfondito e ragionato con cui offrirvi degli strumenti cognitivi per affrontare meglio la vita, per voi stessi e per le persone a cui tenete. L’obiettivo finale della forza mentale è uno solo: migliorare la qualità della vita e le opportunità di vivere meglio.

L’inconoscibile inconscio: Una proposta teorica per spiegare il sesto senso

Secondo il prof. Giulio Sandini, che scrive nei suoi appunti di fisiologia nel 2002, “nell’uomo esistono recettori meccanici, recettori chimici, recettori di temperatura, foto recettori e recettori del dolore.
Alcuni animali hanno anche recettori di campi elettrici e recettori di radiazioni infrarosse. La trasformazione delle diverse forme di energia in energia elettrica (elettrochimica) avviene variando la permeabilità della membrana del recettore.”
Quindi secondo la scienza, diversi tipi di ricettori possono influenzare la trasmissione elettrochimica del cervello.

Quello che io sostengo in questo libro non per specialisti, è che la parte inconscia di cui parla Freud, quella profonda fatta di impulsi, costituisce, grazie ad una sorta di ricezione elettromagnetica del campo elettromagnetico creato dall’attività celebrale altrui, un destinatario naturale di informazioni, che la scienza attuale non prende in considerazione direttamente, ma che l’esperienza umana classifica come sesto senso, ed intuito a livello di tipologia percettiva.

In sostanza, se esistono negli animali ricettori elettrici, è probabile che il nostro cervello si possa comportare come antenna, dei campi elettromagnetici generati dagli altri cervelli.

Scientificamente, nel dettaglio, non posso fornire attualmente prove inoppugnabili di questa mia idea. Ma, basandomi sul materiale citato da questo libro, e dal meccanismo elettrochimico di funzionamento del cervello umano, in parte ancora inesplorata come macchina pensante, posso supporre che scienziati e neuroscienziati in futuro potranno creare un solido apparato teorico-scientifico, da porre al vaglio di esperimenti circostanziati e validi oggettivamente per la comunità scientifica tutta.

Questo libro è un germoglio, che, forse, un giorno avrà di fronte a sé un nuovo Freud per le neuroscienze e per la psicologia, che lo vedrà trasformarsi in un nuovo albero della scienza.

Sensibilità: Sentire immensamente le cose non è un difetto

“Sono stato sempre sensibile, oltre ogni accettabile limite sociale. Non sono una persona perfetta, non sono un santo, ma questa caratteristica del carattere, ha segnato il mio profilo biografico più di ogni altra realtà psichica, fisica ed intellettuale.
Sono nato sensibile ma è la prima volta che sento che ciò sia un vanto, un dono. Proprio scrivendo queste righe, mi rendo conto di quanto erroneo sia sempre stato il mio convincimento che sentirsi sensibile è una cosa da nascondere, come la confessione di un
delitto verso la società.”

Così inizia l’opera breve scritta, di getto, da Roberto Di Molfetta, oggi professionista del Web, ma da ragazzo poeta e musicista, attratto dalla bellezza della musica del mondo.
In queste pagine veloci e profondamente vissute, intime, l’uomo di oggi riconsidera la sua vita con l’orgoglio di chi senta la sua estrema sensibilità come un dono, speciale, ma non sempre apprezzato.

Roberto continua, sempre nell’incipit: “La ricerca dell’utile, il fine utilitaristico dell’uomo moderno sembra spesso l’unico motivo per cui noi dovremmo osservare il mondo, farci un’opinione, provare emozioni e desideri.
Nel nostro tempo questo è addirittura codificato nei mass-media, in TV al cinema. Fare per avere, produrre, sono must have di qualsiasi conversazione, di qualsiasi parola pensata o espressa.
Il comandamento per cui bisogna sempre un poco fingere che dell’altro in realtà non ci freghi nulla, che gli altri sono importanti solo perché ci servono, ci sono utili, io l’ho sempre istintivamente sentito come una forzatura del mio animo.”

Un rifiuto profondo del cinismo, scritto proprio nel momento in cui sentirsi un professionista è una meta concreta.
Una viaggio di poche ore che durano un e-book da leggere tutto d’un fiato, un emozione messa in parole come fosse una musica del cuore, profonda, spesso sentita raramente nel mondo della fretta, dell’indifferenza e dell’apparenza.

Tutti vedono come appari, pochi come veramente sei: lo scriveva il filosofo della politica Machiavelli secoli prima di queste più umili righe. Ecco, Roberto, tra parole aspre con echi di Pasolini e Schopenauer, di chi è deluso della gente e dal suo tempo, e una nostalgia di fondo leopardiana di non sentirsi mai abbastanza amato veramente, lascia dietro di sé il ricordo di un invincibile bisogno di avere di più dalla vita.
Quello che tutti, nel profondo del nostro animo, desideriamo da sempre.

Sensibilità: Sentire immensamente le cose non è un difetto
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Roberto Di Molfetta
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Roberto Di Molfetta

Roberto Di Molfetta, 1974.
Laureato in Comunicazione a “La Sapienza” di Roma.

Mi occupo da anni di Web Marketing e sono specializzato nella SEO e su CMS WordPress, con esperienze SEM, SMM. Sono autore di libri a temi di informatica, sociologia, psicologia, comunicazione.

Molto affezionato a mia madre, sono affascinato dalla conoscenza, dalla bellezza di Arte e Natura, nonché dalla tenerezza degli animali. Contatti:
robertodimolfetta[at]gmail.com
Roberto Di Molfetta
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