Categoria: Cultura

Arte retorica – Appunti dal Libro della Garavelli

Arte Retorica

L’arte retorica

Esprimersi con efficacia – ma anche ben ragionare – è alla base del successo di molte attività economiche: dai pitch delle startup alla gestione dell’azienda.

La téchné rhetoriké – tecnica ma anche arte retorica – non ci insegna solo a esprimerci con efficacia ma soprattutto a «ben ragionare». Anzi è la più importante tecnologia della mente di cui disponiamo. Ben nota agli antichi (e un po’ meno a noi moderni) era la base del curriculum studiorum della classe dirigente.
Nell’articolo voglio affrontare qualche punto saldo dell’arte retorica, ripreso dai miei appunti sul manuale della professoressa universitaria Bice Garavelli.

Elementi del discorso

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Come diventare forti mentalmente

Come diventare forti mentalmente in una rapida guida all’essenziale

Alle volte diventare forti mentalmente è solo uno stato mentale cambiato, un cambio di atteggiamento. Questa mini guida per punti essenziali vuole essere un vademecum su come diventare forti mentalmente in alcuni stati mentali propedeutici.

Diventare forti con la propria mente è il modo migliore per affrontare la vita: nella nostra esistenza abbiamo di fronte parecchi problemi, ostacoli, anche delle persone a cui vogliamo bene. Sapere avere il giusto atteggiamento di fronti a queste situazioni permette di affrontarle con saggezza e serenità, sapendo avere nel proprio io profondo una solida base per superare il negativo e saper valorizzare e apprezzare il lato positivo della nostra vita. Ecco alcune regole per essere solido e forti interiormente, tratte dalle mie ricerche in Rete.

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Intervista esclusiva a Letizia Turrà: una scrittrice di classe

Questa volta mi occupo di un’ottima scrittrice, la bravissima Letizia Turrà, che negli anni ha già pubblicato cinque romanzi e con l’ultimo, che lei predilige, ha superato se stessa raggiungendo ottimi livelli di narrativa. Subito la parola all’intervista che mi ha concesso.

– Ciao Letizia, grazie per avermi concesso l’intervista. Subito due domande: perchè hai iniziato a scrivere e perchè continui ?

Innanzitutto grazie a te per lo spazio concesso ad un’autrice self emergente, seppure quest’anno avrò autopubblicato il mio quinto libro. Il motivo per il quale iniziai a scrivere parte da molto tempo prima che la mia penna incontrasse la carta, per poi prendere la decisione di estendere le mie parole aldilà di un diario. Scrivo infatti da quando ero poco più che adolescente, solo che il tutto si limitava a mini racconti. Un giorno ho pensato: “Perchè non tentare di scrivere qualcosa di più strutturato dei racconti brevi?” Così nel 2009, quando sono diventata madre, ho iniziato a scrivere un libro per mamme alle prime armi, e pochi mesi dopo un romanzo erotico. Da quel momento non mi sono più fermata.

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L’arroganza dei docenti universitari

Li chiamano Baroni. Elitari, arroganti, glaciali, maleducati, irriguardosi verso gli altri e verso il loro pubblico di riferimento, gli studenti universitari. “Non c’è confronto, non c’è dialogo, non c’è rispetto. Sembra che molti docenti universitari delle Facoltà italiane facciano “un favore” agli studenti, quando presiedono i colloqui d’esame. Il risultato di tutto questo è solo amarezza e sfiducia. C’è chi fa sacrifici per pagarsi l’ istruzione e poi si sente preso in giro.
A molti docenti manca professionalità, perché, al di là della necessaria dose di umanità ed educazione in un lavoro in cui si è costantemente a contatto con i ragazzi, ci sono impegni fissi che vanno rispettati. Nonostante gli alti stipendi, dimostrano scarsa disponibilità a comunicare con gli studenti, non si presentano alle lezioni, né ai ricevimenti, non rispondono alle mail, cambiano all’ultimo le date di esami. Troppi sarebbero i casi da raccontare. Professori senza rispetto e senza umanità, convinti di essere intoccabili dall’alto della loro cattedra.”

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Una riflessione colta su Gesù

Riporto adesso un articolo del Prof. Piergiorgio Odifreddi, noto logico, matematico e saggista piemontese. Odifreddi ha insegnato nelle Università di tutto il Mondo, oltre che a Torino.  Esperto di logica e di matematica d’alto livello legata al mondo dell’informatica, è celebre per i suoi scritti sulla religione. Su questo delicato argomento, è stato protagonista di polemiche con il mondo dei credenti, arrivando allo scambio epistolare addirittura con Papa Benedetto XVI. Il Papa emerito rispose per iscritto alle osservazioni del docente piemontese, sempre su temi strettamente religiosi. Ovviamente il loro scambio fu estremamente lucido, serio e nel massimo rispetto reciproco, come è confacente al libero dialogo tra credenti e non credenti, che siano persone civili, intelligenti e colte.

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Introduzione a “l’inconoscibile inconscio”

Si afferma spesso, e a ragione, che di fronte ai misteri del cervello umano la scienza non ha detto l’ultima parola. Potrei io, in quanto non scienziato, dire la mia opinione ?
C’è un limite oltre il quale il non scienziato può spingersi, senza apparire temerario, troppo arrogante forse ? Secondo me, come esistono tante religioni, spesso basate su fantasie senza storia alcuna, un uomo ha il diritto di basare un ragionamento su quanto in suo possesso come lettura o esperienza. I miei ragionamenti non devono alzare la bandiera della scienza positiva sull’umanità, ma sono di spunto per gli scienziati a riflettere e sentire ancora di più l’esigenza di sviluppare questo campo ancora inesplorato: l’inconscio umano.

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Introduzione al mio Libro “Propaganda”

L’opera che ho scritto parte da un’idea di fondo: che gli odierni mezzi di comunicazione di massa, dietro un’etica pubblica ed una deontologia apparentemente accettabili, nascondano interessi eterogenei per la persuasione e la manipolazione dei loro pubblici di riferimento. Dopo un inquadramento storico dei principali mass-media, il libro analizza gli stessi come parte della società in cui operano. Vengono poi affrontate tematiche come: l’incidenza della proprietà dei media sulla loro trasparenza nei confronti del pubblico, le teorie della comunicazione di massa, la manipolazione insita nei contenuti.
Nel testo passo in rassegna, inoltre, gli assunti di alcuni teorici della comunicazione che hanno lasciato il segno nel criticare i meccanismi mediatici nelle democrazie occidentali: il linguista americano Noam Chomsky, e gli studiosi della cosidetta Scuola di Francoforte, soffermandosi per questi ultimi sul concetto di industria culturale. Esempio lampante di manipolazione di massa è la propaganda nazista, che affronto senza facili moralismi nella parte finale del libro.
Nel momento in cui scrivo, l’Italia è pervasa dalla paura e dall’insicurezza, derivanti da una stagnazione economica dopo anni di forte crisi, da massiccia immigrazione che mette in dubbio i valori antropologici del nostro popolo e contribuisce a ridefinirli, da una presenza nella Unione Europea vista come soffocante e stagnante, e non in ultimo da un forte timore derivante dal terrorismo globale. In questo clima non felicissimo parlare di problemi causati dai mass-media, dalla TV, può sembrare fuorviante, persino assurdo. Ma la necessità di ragionare, di capire, di conoscere non è mai fuori posto. Comprendere se e come i massmedia influenzino oltre il voluto e il dovuto la nostra vita, se l’informazione non sia un semplice riportare i fatti ma creare visioni del mondo, che determinano poi l’agire dei popoli, non è solo una mia scelta, ma un  dovere-diritto di ogni cittadino che si ritiene libero.

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