La grandezza del Leopardi sta anche nella sua visione pessimista sulla Natura e il suo meccanicismo.
Definizione di “Natura Meccanicistica”
In filosofia e scienza, il meccanicismo è la visione del mondo che paragona l’universo a una gigantesca macchina composta solo di materia in movimento.
– Leggi fisse:
Tutto avviene secondo leggi fisiche deterministiche di causa ed effetto (come gli ingranaggi di un orologio).
– Assenza di scopo:
In una visione meccanicistica, la natura non ha un fine, non ha un “cuore” e non persegue il bene dell’uomo. Non ci odia, ma non ci ama nemmeno; semplicemente ci ignora.
– Ciclo distruttivo:
La natura deve far morire e distruggere le sue creature per poterne creare di nuove, mantenendo in equilibrio il sistema materiale.
Lo scontro con il “Piacere senza limiti”
Il conflitto nasce perché l’essere umano non è solo materia, ma possiede una facoltà che Leopardi chiama immaginazione.
1. L’aspirazione umana:
Noi desideriamo un piacere che sia infinito per durata (che non finisca mai) e per estensione (che sia totale). È una spinta psicologica inarrestabile.
2. Il limite materiale:
La natura meccanicistica, però, ci offre solo piaceri finiti e temporanei. Qualsiasi cosa otteniamo (un successo, un oggetto, un momento d’amore), ha un inizio e una fine, e non riempie mai il vuoto del desiderio infinito.
3. L’indifferenza:
Qui sta la tragedia. L’uomo soffre per questa mancanza, ma la natura – essendo una macchina cieca – non è programmata per curarsi della nostra felicità. “Nel Dialogo della Natura e di un Islandese”, la Natura risponde chiaramente: “Se anche mi avvenisse di estinguere tutta la vostra specie, io non me ne avvedrei”.
Mentre l’uomo cerca un senso e un piacere eterno, la natura risponde con la materia e la morte. Questo scontro trasforma l’uomo in un “errore” del sistema: l’unico essere capace di desiderare l’infinito in un mondo fatto solo di frammenti finiti.
In questo momento sento che questa meccanicismo del mondo e dei rapporti sociali è la negazione della mia enorme sensibilità e desiderio di infinito.
In questo periodo storico, poi, la differenza tra l’orologio del mondo, i suoi meccanismi e il mio personale modo di intendere i sentimenti raggiunge l’apice.
























