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Introduzione al mio Libro “Propaganda”

L’opera che ho scritto parte da un’idea di fondo: che gli odierni mezzi di comunicazione di massa, dietro un’etica pubblica ed una deontologia apparentemente accettabili, nascondano interessi eterogenei per la persuasione e la manipolazione dei loro pubblici di riferimento. Dopo un inquadramento storico dei principali mass-media, il libro analizza gli stessi come parte della società in cui operano. Vengono poi affrontate tematiche come: l’incidenza della proprietà dei media sulla loro trasparenza nei confronti del pubblico, le teorie della comunicazione di massa, la manipolazione insita nei contenuti.
Nel testo passo in rassegna, inoltre, gli assunti di alcuni teorici della comunicazione che hanno lasciato il segno nel criticare i meccanismi mediatici nelle democrazie occidentali: il linguista americano Noam Chomsky, e gli studiosi della cosidetta Scuola di Francoforte, soffermandosi per questi ultimi sul concetto di industria culturale. Esempio lampante di manipolazione di massa è la propaganda nazista, che affronto senza facili moralismi nella parte finale del libro.
Nel momento in cui scrivo, l’Italia è pervasa dalla paura e dall’insicurezza, derivanti da una stagnazione economica dopo anni di forte crisi, da massiccia immigrazione che mette in dubbio i valori antropologici del nostro popolo e contribuisce a ridefinirli, da una presenza nella Unione Europea vista come soffocante e stagnante, e non in ultimo da un forte timore derivante dal terrorismo globale. In questo clima non felicissimo parlare di problemi causati dai mass-media, dalla TV, può sembrare fuorviante, persino assurdo. Ma la necessità di ragionare, di capire, di conoscere non è mai fuori posto. Comprendere se e come i massmedia influenzino oltre il voluto e il dovuto la nostra vita, se l’informazione non sia un semplice riportare i fatti ma creare visioni del mondo, che determinano poi l’agire dei popoli, non è solo una mia scelta, ma un  dovere-diritto di ogni cittadino che si ritiene libero.

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Come pubblicare un ebook gratis – Consigli

come pubblicare un ebook

Come pubblicare un ebook gratis: il sito perfetto

Cercando come autore informazioni su come pubblicare un ebook online, mi sono imbattuto in un servizio, completamente gratuito, che permette la pubblicazione del vostro testo su molte piattaforme di libri, molto importanti, come Apple iTunes, Amazon o LaFeltrinelli.

Questo articolo è utile a conoscere il servizio, che vi permetterà, partendo da un vostro manoscritto o file su Microsoft Office, di vederle la vostra opera come ebook su parecchi siti Web di e-commerce librario molto importanti.

Come pubblicare un ebook – Cosa serve

Ovviamente, per sapere come pubblicare un ebook, è necessario sapere cosa occorre per procedere. Per prima cosa, vi è necessario un vostro testo, che abbia una struttura già predisposta per un libro. Cioé, la vostra opera deve essere già suddivisa in capitoli e avere dei titoli; inoltre deve avere una copertina e uno sviluppo coerente. Pubblicare un ebook richiede un progetto coerente di libro, che è la conditio sine qua non risulta impossibile pensare di veder approvato il vostro scritto sulle maggiori piattaforme di ebook e libri cartacei.

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Libro di Poesie – “Rinascere: poesie di un Uomo”

Libro-di-poesie-rinascere

Il mio nuovo libro di poesie, “Rinascere: Poesie di un Uomo“, è pubblicato da ieri negli store di Amazon in tutto il mondo. Una raccolta poetica, con una selezione della mia produzione di poesie più recente. E’ un libro di poesie, ma parla con il mio cuore ai sentimenti universali, degli affetti, del male di vivere, dell’amore per i propri cari e del legame che ci unisce alla vita e agli altri esseri umani.

Un testo che unisce in sé poesie di qualche anno fa, con le più recenti e fresche, anche stilisticamente. Non ho voluto selezionare materiale poetico che fosse lontano dal tema del sentimento per la vita, o poesie che fossero lontane come sentire profondo.

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Riflessioni – I libri: distinzione fra liseurs e lecteurs

lettore

Da uno scritto di Renato Nisticò, Biblioteca Scuola Superiore di Pisa, riporto un passaggio:

[quote font_size="13" bgcolor="#f7f7f7"]Credo che le attività di promozione della lettura siano in gran parte rivolte a uno solo dei due diversi tipi di lettura di cui parlava Alfred Thibaudet nel suo libro Il lettore di romanzi. In esso il critico francese proponeva la distinzione fra liseurs (termine che potremmo tradurre con “leggenti”, coloro che leggono) e lecteurs (coloro che hanno un gusto, interpretano). Io credo e mi auspico che la lettura sia vista come un problema, una questione di rilevanza sociale solo nel secondo caso. Mi sembra di sentire subito le prime, pur sensate, obiezioni. Si dirà: se non ci si preoccupa prima di avere dei leggenti, come faremo ad avere dei lettori? È possibile che esistano dei lecteurs che non siano mai stati dei liseurs ?
Credo proprio di sì: infatti, come ho anticipato sopra, leggere non è un’attività legata necessariamente al libro, alla decodifica di messaggi scritti, ma riguarda più in generale l’interpretazione del mondo. Un lettore, se è tale, lo è già anche nel momento in cui passa nella fase intermedia della “leggenza”; la lettura infatti è più un modo del comportamento, un atteggiamento verso il mondo, che non una maggiore o minore confidenza con il libro. Ci sono molti lettori che ancora non leggono (ed è su di essi che bisogna agire); ma ci sono forse ancora più leggenti che non diventeranno mai dei lettori.[/quote]

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Riflessioni – Il servilismo imbarazzante del giornalismo italiano

Il servilismo imbarazzante del giornalismo italiano

Sicuramente ci sono coloro, tra i giornalisti del nostro Paese, che hanno una forte componente etica ed ideale nel loro lavoro. Che vedono come sacro il rispetto di tutti quei valori che il giornalismo vorrebbe salvaguardare nel praticare l’informazione.

Ma l’esperienza di 40 anni di lettura, commento, confronto, studio (sono laureato in Scienze della Comunicazione e mi interesso di sociologia) di lavori giornalistici, mi hanno portato a pensare che ciò che è al di sopra di ogni altra cosa, per il nostro giornalismo è la linea politica ed economica dell’editore.

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Riflessioni – L’approccio ai libri: una classificazione personale

Approccio ai libri

Una mia riflessione di buon mattino mi porta a scrivere due righe sulla mia personale esperienza da lettore di libri che voglio condividere con voi.
Credo che leggere un libro sia sempre considerabile un atto meritevole di lode, per il semplice fatto che la lettura spinga maggiormente alla riflessione, all’introspezione, e per il tipo di spessore intellitivo e culturale spesso richiesto dalla maggior parte dei libri. Qualcuno ha detto “un uomo che legge ne vale due”.
Allo stesso tempo rifiuto l’idolatria del libro e della lettura. Perché ? A causa del fatto che non tutte i tipi di lettori hanno lo stesso approccio nel leggere un libro. Allora, abbiamo:

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