Tag: Roberto Di Molfetta

Dal mio Libro “Sensibilità” – Capitolo sulla Musica

Sensibilità

In questo articolo riporto un capitolo estratto dal mio libro Sensibilità, breve saggio biografico che ha scatenato brutte polemiche contro di me, pur essendo incredibile ritenere un’opera del genere degna di tanta avversione con delle semplici recensioni su Amazon. Lascio giudicare a voi se il mio tono è “superbo e arrogante”, parole che una tale Roberta Magliocca ha avuto la maleducazione di usare contro questo mio libro. Lascio giudicare a voi, spero con animo sereno.

La Musica – Da “Sensibilità” di Roberto Di Molfetta

Per anni, tanti anni, sono stato un musicista. Non migliore di tutti, nè peggiore di tanti. Ma la musica mi ha veramente dato tanto, penso che le persone sensibili trovino nell’Arte tutta ed in particolare nella musica un alleato per sentire e vedere i propri sentimenti più profondi veramente realizzati. Ascoltare il brano Gabriel’s Oboe di Morricone, come sto facendo, o suonare l’adagio di Albinoni-Giazottto sono esperienze mistiche, qualcosa che sublima perfettamente quel sentimento che nel precedente capitolo ho chiamato dell’amore mancato.

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La nuova avventura nel Comune di Colleferro

Il nuovo giorno a Colleferro

Scrivo a pochi giorni dal trasloco nella comune di Colleferro, nuova residenza, dove spero di trovare un poco di pace, per il lavoro si vedrà… Dopo anni durissimi, gli ultimi anni di lavoro mi hanno riconsegnato la fiducia in me stesso, ma per avere serenità nelle mie giornate, ho bisogno di un posto più tranquillo di Roma, città piena di malefici dovuti allo stress e alla mancanza di una dimensione umana del quotidiano.

Meglio per me e per noi

Sicuramente meglio per me fare il pendolare, con un futuro lavoro a Roma, piuttosto che rimanere incastrato in un ambiente pieno di nevrosi 24 ore su 24. Adesso sono in una casa tranquilla lontana dal centro della cittadina industriale, in una collinetta di nuova costruzione, con mio padre rinato alla sua veneranda età, lui che vedeva la giornata piena di stress al Tuscolano a Roma, di cattivo occhio.

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Intervista per il Libro “Sensibilità” – Sito ‘Recensioni per Esordienti’

Di seguito l’intervista che mi ha fatto il sito recensioniperesordienti.it – Un sito che come dice il nome, si occupa di scrittori con i loro primi lavori. Un palcoscenico utile per iniziare a farmi conoscere oltre la cerchia delle conoscenze e dei miei lettori.

Dopo aver letto il romanzo “Sensibilità”, l’autore Roberto Di Molfetta ha risposto così alle nostre domande.

Sin dal sottotitolo (“Sentire immensamente le cose non è un difetto”), il tuo libro sembra voler “difendere” e riaffermare un modo di essere oggi considerato “perdente”, “superato”: è una corretta interpretazione, dalla tua prospettiva di autore?

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Introduzione a “l’inconoscibile inconscio”

Si afferma spesso, e a ragione, che di fronte ai misteri del cervello umano la scienza non ha detto l’ultima parola. Potrei io, in quanto non scienziato, dire la mia opinione ?
C’è un limite oltre il quale il non scienziato può spingersi, senza apparire temerario, troppo arrogante forse ? Secondo me, come esistono tante religioni, spesso basate su fantasie senza storia alcuna, un uomo ha il diritto di basare un ragionamento su quanto in suo possesso come lettura o esperienza. I miei ragionamenti non devono alzare la bandiera della scienza positiva sull’umanità, ma sono di spunto per gli scienziati a riflettere e sentire ancora di più l’esigenza di sviluppare questo campo ancora inesplorato: l’inconscio umano.

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L’introduzione del mio Libro “La Società Cattiva”

La-Società-Cattiva-Libro

Libro “La Società Cattiva” – Sinossi

“In questo volume l’autore analizza le varie componenti per le quali si può parlare della società cattiva, un sistema sociale, di relazioni di fatto che creano disagio, sofferenze, tanto nel mondo del lavoro come in quello famigliare, alle donne oppure ai bambini. Dall’invidia alla pedofilia, tanta parte della nostra società dimostra cattiveria.

Il problema non è solo giudirico, di principio: Roberto Di Molfetta pensa alle sofferenze che una società insieme cattiva, indifferente, che insegue il consumo e non i rapporti umani come centralità, sofferenze che sono il problema eterno dell’uomo, che teme i suoi simili come un trauma o una malattia. Il libro si chiude nella speranza del pensiero positivo nei confronti della vita, perché rimiamo umani, sempre umani, al di là di chiunque”.

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